Ricordo di Mino Reitano

TESTATA MEDIA                      A cura di Nicola Fudoli

 

Un busto in bronzo , con l’immagine di Mino Reitano che stringe un violino (strumento che Egli prediligeva) posato su un blocco di pietra di Lazzaro con incisa una grange nota musicale, realizzato dallo scultore Rosario La Seta, è stato inaugurato il 7 dicembre scorso, giorno in cui il “ragazzo di Fiumara” avrebbe compiuto 71 anni, a Reggio Calabria, nella piazza sul Ponte della Libertà, che oggi porta il suo nome, vicina al quartiere Santa Caterina, dove il cantautore viveva quando era a Reggio ebusto-mino-reitano-3 nella quale il grande cantautore calabrese, quasi 20 anni fa, fu protagonista di uno straordinario concerto a cui parteciparono circa 100.000 persone. Alla cerimonia di inaugurazione del busto hanno preso parte il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, l’Arcivescovo di Reggio Giuseppe Fiorini Morosini, la figlia dell’amato cantante reggino Grazia Reitano e i fratelli Gegè e Domenico. Mino lasciò prematuramente la vita terrena il 27 gennaio 2009, stroncato da un male incurabile, e da allora la città di Reggio lo ricorda ogni anno in quella data attraverso il “Memorial” che si svolge al teatro “F. Cilea”, ideato e realizzato dal fratello Gegè.Un ricordo dovuto perché, come ha scritto l’Assessore Marcianò, Mino Reitano, “per la sua immensa e popolare attività artistica, per il grande affetto e la considerazione che gode ancora oggi in tutta Italia ed all’estero , (la pagina facebook “I Fedelissimi” raccoglie migliaia di appassionati, le testate giornalistiche e televisive gli dedicano ampi servizi speciali, l’ultimo nel mese di dicembre su RAI1)  merita di essere ricordato ai posteri e, in particolare, alle giovani generazioni, per poterne apprezzare ed emulare non solo le doti canore ma, anche e soprattutto, le virtù dell’Uomo, semplice e carico di energia, di eterno ragazzo pieno di vitalità, dai sani valori e forti ideali, dal cuore gentile e generoso, dedito al lavoro ed alla famiglia. Ed è per questo che i reggini ed i calabresi non devono disperdere il messaggio di riscatto lanciato attraverso la sua sterminata produzione artistica. Perché Mino non è stato solo un interprete, un compositore, un cantante, un musicista, ma anche un attore, uno scrittore, un giornalista, un conduttore, quindi un talento a tutto tondo ma, soprattutto, è stato un grande esempio”.“Il legame fra Mino Reitano, Reggio e la Calabria fu autentico e viscerale. – ricorda Agliano in un suo messaggio  – A migliaia infatti, i reggini e i calabresi affollarono i suoi concerti durante il tour “Viaggio Mediterraneo”, voluto alla fine degli anni ’90 dal Presidente del Consiglio Regionale del tempo Giuseppe Scopelliti, che per due anni consecutivi lo vide esibirsi, unitamente ad altri artisti calabresi, in molti comuni della regione (fra questi, lo storico, indimenticabile concerto di Reggio in Piazza Indipendenza nel 1998). Seguirono gli anni dell’incarico onorifico di “Ambasciatore della calabresità nel Mondo” nel 2000 e del San Giorgio d’Oro, quale reggino illustre nel 2005. Il 25 ottobre 2009, a poco meno di 8 mesi dalla sua scomparsa, le Poste Italiane lo celebrarono con l’emissione di un francobollo facente parte di una serie di tre valori dedicati alla storia della musica italiana (gli altri due furono dedicati a Pavarotti e Rota). Questo speciale evento, il comune di Reggio lo volle organizzare d’intesa con la locale filiale delle Poste in contemporanea nazionale, distribuendo le cartoline con l’immagine di Mino, con il francobollo e l’annullo postale, nel corso di una emozionante cerimonia a Palazzo S. Giorgio”.

Ma l’inaugurazione del busto bronzeo non è stata l’unica manifestazione della giornata del 7 dicembre in onore di Mino Reitano, anche la televisione ha presentato ed onorato l’artista calabrese scomparso: Rai 1 ha ricordato il “Ragazzo di Fiumara” nella trasmissione “Vita in Diretta”, alla presenza di opinionisti amici di Mino (Bartoletti, Bonaccorti, Giacobbe) con filmati dell’archivio RAI; mentre, su Canale 5, nella trasmissione “Pomeriggio Cinque”, Barbara D’Urso si è intrattenuta con la famiglia del compianto artista (la moglie Patrizia e la figlia Giuseppina Elena) tra filmati, ricordi, aneddoti e storia del grande cantante, oltre che presentazione del singolo “SOGNO”, cover di Mino reinterpretato dal bravo artista di musical Salvo Vinci e prodotto dalla “Fiumara”. Una giornata dedicata interamente al ricordo di un artista che ha dato tanto umanamente ed artisticamente alla musica popolare italiana ed alla storia del Paese.

Il Romanzo della sua vita

mino-reitano-largeDa S. Pietro di Fiumara, un paesino pedemontano dell’entroterra Reggino, dove è nato il 7 dicembre 1944 da modesta famiglia calabrese, al Rione Santa Caterina di Reggio Calabria, dove ha inizio la sua storia musicale; ad Agrate Brianza, da dove Mino, allora undicenne, debutta nell’Orchestra Fata Morgana dei Fratelli Reitano, cantando canzonette comiche e divertenti. Poi il successo, il trionfo, che vedrà il cantante calabrese, “Ambasciatore della calabresità nel Mondo”, al “Madison Square Garden” di New York e al “Maple Leaf Garden” di Toronto.         La vita di Mino è la storia di un ragazzo calabrese, il “Ragazzo di Fiumara”, vissuto e cresciuto nel contesto di una famiglia di amanti della musica, la “Tribù Reitano”, che ha osato e ha vinto e che oggi lascia un ricordo e un ricchissimo patrimonio di canzoni e di bella musica in Italia e nel Mondo.Un romanzo appassionato, quello di Mino, che è possibile sfogliare nel Sito ufficiale del cantante, a cura della moglie Patrizia, Figlie e Famiglia, www.minoreitano.it, nella voce Biografia. Ricordiamo qui di seguito qualche data, qualche momento del lungo percorso musicale, iniziato dal Villaggio della Tribù Reitano di Agrate Brianza, tratti dalla sua Biografia, per gli amici de L’AltraCalabria . Nel 1960 l’orchestra dei Fratelli Reitano assume la denominazione “Franco Reitano and his Brothers” ed inizia ad incidere dischi con la Fonit Cetra che vendono complessivamente 70.000 copie nel mondo; successivamente il successo con partecipazioni dell’orchestra in programmi RAI quali “La giostra” con Silvio Gigli e “Il buttafuori” e, in televisione, partecipando alla prima trasmissione di prove ed inaugurazione della tv in Calabria, trasmessa dal Teatro Comunale di Reggio Calabria. Dopo l’Italia, il Mondo. Con gli strumenti musicali e una “valigia di cartone piena di sogni” Beniamino e i suoi fratelli approdano in Germania, ad Amburgo, e con la “Tanz Kappelle Beniamino Reitano and his brothers” si affermano nelle più importanti città della Repubblica Federale Tedesca.”Dopo cinque anni di emigrazione e tanta nostalgia di casa”, il ritorno in Italia, la partecipazione al concorso canoro di Castrocaro Terme e il contratto per cinque anni con la Casa Ricordi, con la quale, nel 1967, con il nome d’arte di Mino Reitano e la canzone “Non prego per me” di Mogol-Battisti, partecipa al primo “Festival di Sanremo” e successivamente al “Cantagiro” col brano “Quando cerco una donna”(Mogol-Rossi). In Italia, Mino e i suoi fratelli riprendono l’attività di orchestra, con la denominazione “Mino Reitano and his brothers”, e si affermano nei locali da ballo più prestigiosi: il“Grand Hotel Excelsior di Venezia Lido”; i dancings “Arlecchino”, “Club 84” e “Castellino” di Torino; il “Joker Jolly” di Bologna; il “Moulin Rouge” di Genova; il “Trianon” di Corso Vittorio Emanuele e il “Gallery” di Piazza S.Babila, a Milano. Poi la svolta che porterà Mino al successo e al trionfo in Italia e nel Mondo: l’incontro, al “Gallery” di Milano con Bob Lumbroso, direttore artistico della casa discografica “Ariston”, e l’inizio (il 13 marzo 1968) dell’avventura verso il successo del “Ragazzo di Fiumara”: “Cantagiro” (2° posto con il brano “Avevo un cuore (che ti amava tanto)” ;  “Settevoci” di Pippo Baudo (”Una chitarra, cento illusioni”); “Festival di Sanremo” con il brano “Meglio una sera (piangere da solo)”, in coppia con Claudio Villa, il “reuccio” della canzone italiana; ancora “Cantagiro”,  in collaborazione con Villa (”Quando il vento suona le campane”).

Gli anni del successo

Seguono gli anni d’oro di Mino con “Canzonissima” , lo spettacolo televisivo abbinato alla “Lotteria Italia” che, per ben otto anni, vede Mino piazzato tra i finalisti, con i brani: ”Una ferita in fondo al cuore”, “Gente di Fiumara”, “L’uomo e la valigia” (1970), “L’amore è un aquilone”, “Ciao vita mia” (1971), “Cuore pellegrino” (1972), “Se tu sapessi amore mio” (1973), ”Dolce angelo”, “Insieme noi” (1974). Sono anche gli anni di ”Un disco per l’estate”, in cui la RAI organizza quattro mesi di passaggi radiofonici per 56 canzoni, di cui le 10 più votate, con relativi interpreti, giungono alla finale di St. Vincent. Mino vince l’edizione del 1971 con il brano “Era il tempo delle more” e poi ottiene sempre ottimi piazzamenti tra il 2° e il 5° posto (“Stasera non si ride e non si balla”(1972), “E se ti voglio” (1975), “Tre parole al vento” (1973), ad eccezione di un 10° posto con la canzone “Cento colpi alla tua porta” (1970). In questi anni Mino partecipa ad altri tre “Festival di Sanremo”, tra cui è da ricordare il podio ottenuto con il 3° posto nel 1974 col brano “Innamorati”.  “A riprova dell’enorme successo, nel 1975, negli Stati Uniti – si legge10259324 nella sua biografia – Mino viene ricevuto da Frank Sinatra: è la prima volta che un cantante europeo riesce a incontrare il grande artista americano e la stampa riporta la notizia con grande rilievo. “In questi anni si succedono i successi da “hit parade”, tra i quali “Gente di Fiumara”, “L’uomo e la valigia”, “Tre parole al vento”, “Una ferita in fondo al cuore” , “Stasera non si ride e non si balla”, “E se ti voglio” e “Sogno” (sigla della trasmissione tv “Scommettiamo” condotta da Mike Bongiorno); inoltre a Mino vengono affidati diversi shows : “Qua la mano Mino”, “Senza rete”, “Gioco città”, “Un’ora per voi”(dedicata  dalla Televisione Svizzera agli italiani emigrati nelle varie parti del mondo) e “Calabria mia” in cui ha la possibilità di dimostrare le ottime doti di intrattenitore oltre che di cantante”. La cavalcata del “Ragazzo di Fiumara” nel mondo della musica non ha soste: partecipa al “Canteuropa”  di Ezio Radaelli, la cui sigla diventa “Calabria mia”, canzone di grande successo scritta per i calabresi nel mondo e, col fratello Franco, inizia a comporre brani per altri artisti nazionali ed internazionali: ”Una ragione di più” per Ornella Vanoni (eseguita in Francia da Michelle Torr), “Je ne te parle plus   l’amour” per Silvie Vartan, “Four and twenty hours” per Nana Mouskouri con decine di milioni di copie vendute in Inghilterra, Australia ed Usa; altrettanto successo ha ottenuto il gruppo vocale americano di colore “The drifters now” con “Seven days of every week I love you”; seguono numerose composizioni incise in varie lingue da artisti famosi e anche dallo stesso Mino in altre nazioni, in particolare Sud America e Spagna. Tra gli anni 1984 e 1986 partecipa al programma in prima serata  di Rai Uno “Trent’anni della nostra storia”, condotto da Paolo Frajese e realizzato al Teatro delle Vittorie in Roma: Mino, assieme a Bobby Solo e Little Tony, esegue dei brani supportato dall’orchestra della Rai: per la prima volta dopo anni di esibizioni in “playback” si torna a cantare e suonare dal vivo. Nel 1987 si esibisce, accanto a Adriano Celentano nel celebre show “Fantastico. Nel 1988, dopo quattordici anni di assenza, si ripresenta al “Festival di Sanremo” con un brano destinato a diventare un enorme successo: ”Italia”, scritto da U.Balsamo. Nella classifica finale, ottenuta dai consensi espressi attraverso le cartoline del pubblico, ottiene circa due milioni di voti che gli valgono il sesto posto a conferma della sua notorietà e dell’affetto della gente. Sempre nel 1988, con il brano “Cha cha cha”, Mino e Franco ricevono il “Jasrac Award”, un premio che viene attribuito dalla società degli autori giapponese alla canzone straniera che, nel corso dell’anno precedente, ha ottenuto i maggiori incassi nel territorio nipponico. Nel 1990 a Mino viene affidata la conduzione del programma televisivo quotidiano “Occhio al biglietto”, legato alle lotterie nazionali. Sempre nel 1990, Mino è uno dei protagonisti della 40ma edizione del “Festival di Sanremo” dove presenta la canzone “Vorrei”, scritta da Patrizia Vernola e Cristiano Malgioglio, con musica di Franco e Mino Reitano. La canzone, eseguita da Mino in lingua italiana, viene interpreta anche in spagnolo  da una famosa cantante argentina, Valeria Lynch, che, con il titolo “Quisiera”, porta la canzone al successo in tutto il Sud America. Nel mese di maggio dello stesso anno 1990, il “Festival di Sanremo” approda negli USA e in Canada e Mino Reitano  si esibisce al “Madison Square Garden” di New York e al “Maple Leaf Garden” di Toronto.  E’ il trionfo per il “Ragazzo di Fiumara” partito dalla natia Calabria  con una “valigia di cartone piena di sogni”.

Il trionfo in Italia

Ma il successo Mino continua a mieterlo anche in Italia. Mino, nel 1992 a 25 anni dal suo debutto, torna sul palcoscenico di Castrocaro Terme per ricevere dalle mani di Pippo Baudo il “Premio Castrocaro” alla carriera. Nello stesso periodo partecipa, al fianco di Gianni Ippoliti, al programma innovativo e surreale “Q come cultura” che gli fa conquistare il “Premio Aristofane” al “Festival della Satira” di Saint-Vincent. Nel 1993 Mino, nell’ambito di una tournée negli USA e in Canada, si esibisce ad Atlantic City al “Sand’s Casino”: il suo nome appare in cartellone al fianco di quelli d Frank Sinatra, Liza Mannelli e Whitney Houston. Il 4 luglio 1994 gli viene conferita dall’Università “Pro Deo” di New York la “Laurea honoris causa in sociologia” per l’impegno umanitario che ha sempre profuso con la sua attività a favore dei bisognosi e di coloro che soffrono. Nello stesso anno fa parte del cast del programma televisivo “La cronaca in diretta” condotto da Alessandro Cecchi Paone su Rai Due: il suo ruolo è quello di inviato speciale che incontra e intervista i colleghi protagonisti della musica leggera italiana. Il 1996 si apre per Mino con la partecipazione al “Festival della canzone regina” all’interno del programma televisivo di Canale 5 “Buona domenica” condotto da Lorella Cuccarini; dopo mesi di sfida tra le più belle canzoni italiane degli ultimi quarant’anni, Mino accede alla finalissima con ben due brani (“Perdere l’amore” e “Questo piccolo grande amore”), sbaragliando gli altri pur notissimi interpreti e aggiudicandosi la vittoria ricevendo centinaia di migliaia di telefonate da parte del pubblico a casa. La maniera migliore per celebrare il suo ritorno a casa, nella sua amata Calabria, nella mai dimenticata Reggio.  E il ritorno in Calabria, per Mino, è costellato di successi. Nel 1988 trionfa in televisione partecipando a numerosi programmi; inoltre, viene chiamato dai registi Antonella Ponziani e Tonino Zangardi per interpretare il ruolo di se stesso nel film “L’ultimo mundial”. Nel 1999 partecipa al programma di Gianni Morandi “C’era un ragazzo”: per la prima volta dopo trent’anni i due, protagonisti di interminabili duelli a “Canzonissima” e grandi amici nella vita, si ritrovano a lavorare insieme. L’esibizione dei due artisti registra lo share più alto del programma e diventa, di fatto, un pezzo da antologia della televisione. Nell’estate del 99 è nuovamente in tour nella sua adorata Calabria. Nel 2000, dopo il conferimento della prestigiosa nomina di “Ambasciatore unico e Testimonial della Regione Calabria nel mondo”, Mino riceve  il “Premio Massimo Troisi”, dedicato al grande attore partenopeo scomparso. Nello stesso anno, la Rai gli affida la co-conduzione di un programma di prima serata su Rai Uno con Milly Carlucci:”Dove ti porta il cuore (la casa dei sogni)”; la trasmissione, in onda fino agennaio 2001, si rivela un grande successo di pubblico per la delicatezza delle storie raccontate.   Nel marzo 2001 Mino si reca negli Stati Uniti per un mini tour di due date a Chicago e ad Atlantic City; in particolare si esibisce nel celeberrimo teatro del casinò “Taj Mahal”, dove si svolgono i concerti dei più grandi artisti internazionali e registra il tutto esaurito con un enorme successo di pubblico. A luglio partecipa al “Festival di Napoli”, una manifestazione che, dopo trent’anni, torna all’antico splendore; Mino presenta il brano inedito “Io ti aspetterò per sempre”, che ottiene subito un buon consenso da parte di pubblico e critica, mentre a settembre  vince la gara canora del programma televisivo di prima serata su Canale 5 “La notte vola”, condotto da Lorella Cuccarini; la sua canzone “Italia” viene decretata “brano più amato degli anni ‘80”.  L’anno si conclude con l’udienza del Papa Giovanni Paolo II, unmino-papa_ratzinger ricordo meraviglioso nella sua vita di grande cattolico e uomo di fede anche negli anni successivi. Ma il suo prodigioso percorso nel mondo della musica continua. Festival di Sanremo, con il brano “La mia canzone”; la tournèe coronata  dal grande show “La sera dei miracoli”, un grande concerto in prima serata realizzato da Rai Uno da Gioia Tauro (RC), che vede la conduzione di Simona Ventura e la partecipazione di alcuni tra i più grandi cantanti italiani, quali Gigi d’Alessio, Lucio Dalla, Antonello Venditti e  lo stesso Mino Reitano, che riscuote un bel tributo d’affetto da parte del pubblico della sua regione. Nel 2003 e 2004, poi,  le tournées  all’estero, specialmente negli Stati Uniti e in Canada; in particolare, in qualità di “Testimonial” della Regione Calabria affronta un tour negli USA esibendosi per gli italo-americani di New York, Philadelphia e del New Jersey. Nella circostanza, viene insignito del “Premio Calabria -America”.   Nel marzo del 2004 Mino, quale ospite d’onore al “Festival della canzone Italiana di Sanremo”, condotto da Simona Ventura, interpreta una versione “swing” di “Piove”, celebre brano di Domenico Modugno, ottenendo il picco d’ascolto e share dell’intera manifestazione (oltre 14.000.000 di spettatori e ben il 56,4% di gradimento) riconfermandosi artista tra i più amati del paese. La circostanza del “DopoFestival” diventa anche teatro di un “duetto” epocale tra Mino e l’On. Umberto Bossi (Lega Nord), niente di meno che per il celebre brano“Italia”. Seguono le sue esibizioni all’estero: tour negli USA con tappe a New York, nel Connecticut e ad Atlantic City che registrano il tutto esaurito;  concerti in Canada, a Vancouver, Edmonton e Toronto che segnano l’ennesimo grande successo all’estero, decretandolo tra i più popolari cantanti italiani nel mondo.  Nel 2005 torna da protagonista in Tele- visione quale conduttore, assieme a Nino Frassica, di alcune puntate di “Striscia la notizia”, programma di punta di Canale 5. Nell’estate prosegue il tour italiano, mentre nel novembre 2005, in qualità di Testimonial della Calabria, si reca in Argentina per alcuni concerti a Buenos Aires che sanciscono ancora una volta lo straordinario e unico legame tra Mino e gli italiani nel mondo. Nel 2006 Mino continua le sue tournées in giro per il mondo e si reca in Australia, a Sydney, Adelaide, Melbourne e Perth, registrando un successo clamoroso e ricevendo il riconoscimento di “migliore voce italiana nel mondo”.   Ma Mino è anche autore di un romanzo, “Oh Salvatore”, che, nel 1977, entra nella cinquina dei finalisti del “Premio Bancarella” con Goldoni, Saviane ed altri notissimi romanzieri. Assieme al fratello Franco, ha composto colonne sonore di film tra cui :“20.000 dollari sul sette”, “Il giudice e la minorenne”, “Stangata in famiglia”, “I peccati di Roma”, “I fantasmi di Omari” e, in particolare, le musiche di tre film in cui Mino recita da protagonista:” Tara Poki”, “Una vita lunga un giorno” e “Lady football”, che sono coevi dei molteplici fotoromanzi interpretati dallo stesso cantante per la casa editrice “Universo” e del celebre film “Povero Cristo” (in cui  Mino interpreta il ruolo di Gesù) con la regia di Pier Carpi, presentato alla Biennale del Cinema di Venezia. Nel 1996 Mino, scelto da Carlo Verdone, interpreta il ruolo di se stesso nel film “Sono pazzo di Iris Blond”, una sofisticata commedia ambientata in Belgio, supportata da musiche di grande effetto, tra le quali un’interpreta- zione di Mino del suo celeberrimo brano “L’uomo e la valigia”, scritto insieme a Franco e a Mogol e diventato il manifesto dell’emigrazione.Una ciliegina da non dimenticare: nel 1971, i fratelli Franco e Mino hanno composto la canzone “La sveglia birichina” che ha vinto la manifestazione “Lo zecchino d’oro”, mentre con un altro brano, “Ciao amico”, hanno ottenuto per ben 11 anni la sigla di questo evento. Ma Mino è stato e resterà nel ricordo dei suoi conterranei “la voce della Calabria e del Sud: la sua voce è e resterà incisa, oltre che in numerose canzoni legate alla emigrazione, che tradiscono il suo grande amore e la sua nostalgia per l’Italia, in un intero repertorio cantato in dialetto calabrese, comprendente la famosa “Calabria mia”, varie tarantelle, canzoni folkloristiche, mottette e la rivisitazione di brani quali “Calabresella” e “Ciucciu bellu” che fanno tutti parte di due album dal titolo “Omaggio alla mia terra” e “Alla mia gente” che negli anni hanno venduto oltre 1.000.000 di copie nel mondo.

Non ho conosciuto in vita Mino, anche se sono anch’io, come Mino, originario della provincia di Reggio Calabria e sono stato vicino alla Comunità calabrese lombarda con la quale anche Mino era in contatto. Nato come lui in un paesino della provincia di Reggio e sotto lo stesso segno zodiacale, il “Sagittario”, ho seguito i suoi successi e mi piaceva ascoltare le sue canzoni. Non l’ho conosciuto in vita, ma mi considero un suo “caro amico per l’Eternità”. Ho conosciuto i fratelli e i nipoti perché in più occasioni il loro Gruppo musicale aveva allietato qualche nostro evento. Sono stato anche al Villaggio della “Tribù Reitano”, ad Agrate Brianza, per incontrare il fratello Franco, e di Mino ho avuto occasione di parlare con amici comuni calabresi. Ho pertanto seguito da lontano il decorso della sua malattia e quando è passato a migliore vita ho partecipato al cordoglio e, sul giornale della Comunità calabrese, “L’AltraCalabria”, gli ho dedicato ampio spazio raccogliendo anche le testimonianze di affetto e di stima che giungevano dalla Calabria e dai calabresi.

 

A CINISELLO BALSAMO RICORDANDO MINO Mino Cinisello

Il 12 dicembre, nella prestigiosa Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo, con la collaborazione  della Ammi- nistrazione comunale, l’Associazione Culturale Calabrese di Cinisello Balsamo e nord Milano ha ricordato Mino Reitano in occasione della 10^ edizione della manifesta-zione “Personaggi  illustri calabresi”. Una targa a lui dedicata è stata consegnata alla figlia Grazia, presente alla manifestazione. All’evento hanno parteci- pato  il Sindaco Siria Trezzi, l’Assessore alla Cultura  Catania, l’On. Daniela Gasparini, il Presidente dell’Associazione Foti, la relatrice Amelia  Schiavello, il Signor Giuseppe Bernorio della Associazione Amici di Franco e Mino Reitano, il fratello di Mino, Domenico. La dolcissima Grazia Reitano, parlando del suo papà, ha fatto commuovere tutta la platea. Si è parlato di Mino come calabrese, che, come tanti suoi conterranei,  ha lasciato la sua amata regione per trovare lavoro e, non potendo ritornare il Calabria, ha trasferito tutta la sua famiglia ad Agrate da dove, con la sua musica, ha saputo dare onore alla Calabria e all’Italia intera. Antonio Abbati ha fatto ascoltare alcune canzoni di Mino e al momento di “Italia” tutta la platea ha voluto far sentire a Mino l’affetto che i suoi corregionali hanno ancora per lui. Grazia Reitano, con la sua modestia, ha parlato di se come figlia del grande Mino, ha accennato alla sua intenzione di cantare  le canzoni del suo papà, come lui avrebbe voluto, e  all’uscita di un suo libro che parla di Mino abbinato a un  suo singolo  “Resta qui”, una canzone che le è uscita dal cuore  e che  ad ascoltarla fa dire:  Grazia sorridi ancora perché il tuo  papà è un angelo speciale che lassù suona ancora la chitarra con i grandi Rino Gaetano e Mia Martini, anche loro illustri calabresi.                                   Amelia Schiavello

 

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